
Presentazione
Le azioni di prevenzione, cura e contrasto al disagio, all’abuso e al maltrattamento dei bambini, sono ricomprese fra le prestazioni sanitarie individuate dall'“Atto di indirizzo e coordinamento sull'integrazione socio-sanitaria”, approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 giugno 2001. In base a tale Atto, a carico del Servizio Sanitario Nazionale (100%) sono le prestazioni medico specialistiche, psicoterapeutiche, di indagine diagnostica sui minori e sulle famiglie adottive e affidatarie.
Nella definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), di cui al D.P.C.M. 29 novembre 2001, gli interventi di “protezione del minore in stato di abbandono e tutela della sua crescita anche attraverso affidi e adozioni” e gli “interventi di prevenzione, assistenza e recupero psicoterapeutico dei minori vittime di abuso” sono definite come prestazioni sanitarie garantite dal S.S.N. a livello di assistenza territoriale, ambulatoriale e domiciliare e nel sottolivello dell’assistenza sanitaria garantita a donne, minori, coppie e famiglie.
Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 ha riaffermato l’obiettivo (cfr. 5.1. La salute nei primi anni di vita) di agire per la “prevenzione e lotta dei maltrattamenti, abusi e sfruttamento dei minori”. Del resto, già l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel primo Rapporto su violenza e salute (2002), aveva rilevato che la violenza, e tra queste la violenza sui bambini, è uno dei principali problemi di salute pubblica a livello globale.
La Regione Abruzzo, anche anticipando il quadro di riferimento nazionale, ha promosso fin dal 1997 un progetto pilota a valenza diagnostica, terapeutica e socio-riabilitativa, in favore dei minori in stato di abbandono, vittime di abuso e maltrattamento, a rischio o in stato di disagio grave.
Grazie a tale progetto, i cui obiettivi e le cui azioni sono state poi riprese nel Piano Sanitario Regionale 1999-2001, la Regione Abruzzo ha potuto assicurare nel corso di questi anni oltre 50.000 prestazioni riabilitative e 10.000 interventi e prestazioni diagnostiche, psicologiche e psicoterapeutiche, in favore di bambini e famiglie vittime di abuso o maltrattamento.
Tale progetto è stato altresì inserito nel Secondo Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della L.269/98 (Norme contro lo sfruttamento sessuale in danno dei minori), come esempio di buone prassi.
Con le dieci annualità di progetto realizzate proficuamente dal Centro Riabilitativo Polivalente “Primavera”, di cui è titolare del servizio l’Associazione “Focolare Maria Regina onlus”, la Regione ha potuto garantire tali livelli essenziali di assistenza sanitaria, di cui hanno beneficiato non solo i bambini e le famiglie, ma anche il Tribunale per i minorenni dell’Abruzzo, le Procure ed i Tribunali Ordinari, i Servizi Socio-sanitari, le Istituzioni scolastiche, i medici ed i pediatri di famiglia, le Forze dell’Ordine, che hanno potuto fruire di questo servizio specialistico di secondo livello per la diagnosi e la terapia dei casi di grave disagio, abbandono, abuso o maltrattamento, per lo svolgimento di audizioni protette, per l’attività consulenziale e di valutazione, per l’invio di casi destinati alla diagnosi o al trattamento.
Il successo dell’intervento è testimoniato dal costante incremento annuale delle richieste di ammissione ai servizi, dalla certificazione di qualità del progetto ai sensi della norma ISO 9001:2000, dall’aumento della lista di attesa, dal numero elevato di casi in trattamento (una media annuale di 120 casi in carico).
Il progetto Pilota 2007-2008
11° Progetto pilota di interventi sanitari a favore dei minori a rischio e delle loro famiglie.
Annualità 2007-2008. Stralcio dal progetto approvato con DGR 1194 del 29.11.2007.
1. AMBITO E FINALITA’ DEL PROGETTO
L’attuazione di un tale progetto, che mira anche a curare tempestivamente i bambini vittime di abuso, impatta altresì sulla spesa sanitaria, in quanto l’intervento precoce sul bambino maltrattato, come è dimostrato dalla letteratura sull’argomento, riduce i costi sanitari futuri, in quanto la prevenzione e la terapia precoce consentono la riparazione dei danni alla salute nell’età adulta, a causa dei funzionamenti post-traumatici della violenza subita durante l’infanzia.
Il presente progetto regionale di interventi sanitari a favore dei minori e delle loro famiglie, si riconferma all’interno delle strategie inter-istituzionali di contrasto al disagio ed all’abuso dei bambini, degli adolescenti e delle famiglie, ed è integrato con il Sistema Sanitario Regionale, le istituzioni territoriali pubbliche e private, le agenzie educative, sanitarie e sociali, il Progetto obiettivo nazionale materno-infantile (D.M. 24 aprile 2000: P.O. materno-infantile) ed il Progetto Obiettivo regionale “Promozione e tutela della salute della donna e dei soggetti in età evolutiva”, inserito nel Piano sanitario regionale 1999-2001.
A questo proposito è bene altresì richiamare le Linee Guida Regionali in materia di Maltrattamento ed Abuso in danno dei Minori, approvate dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo con deliberazione n. 58/5 del 31.1.2007, pubblicate sul BURA n. 14 ordinario del 9 marzo 2007 ed ispirate anche all’attività decennale del progetto pilota. Infatti, tali linee guida, elaborate congiuntamente dallo stesso Assessorato alla Sanità d’intesa con l’Assessorato alle Politiche Sociali, hanno definitivamente individuato le “Strutture per il trattamento dei minori abusati” (STMA), riconoscendole come servizi di eccellenza specializzati nella presa in carico integrata di situazioni complesse di grave maltrattamento.
Il presente progetto viene elaborato in continuità con i progetti annuali approvati dalla Giunta Regionale d’Abruzzo ed attuati dall’A.U.S.L. di Teramo in convenzione con l’ente morale “Focolare Maria Regina onlus”, titolare del Centro “Primavera” di Scerne di Pineto, sede del progetto, al fine di garantire la continuità delle prestazioni erogate ai bambini ed alle famiglie in carico nell’annualità 2006-2007.
L'Assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo promuoverà per l’undicesima annualità il progetto, per continuare a rispondere alle prioritarie necessità dell'utenza locale ed offrire un valido ausilio all'attività dei Servizi Socio-sanitari territoriali, delle Procure, dei Tribunali Ordinari e del Tribunale per i minorenni, dei medici e dei pediatri di famiglia, attuando un obiettivo prioritario del Piano Sanitario Regionale 1999-2001 ed in attesa dell’emanazione del nuovo Piano Sanitario Regionale.
Il Progetto intende perseguire le seguenti finalità:
a) assicurare continuità di prestazioni ai servizi di diagnosi, cura, riabilitazione, in favore dei minori abusati e a rischio e delle loro famiglie, in carico al progetto già nelle precedenti annualità;
b) attivare “in modo permanente” “interventi rivolti ai nuovi bisogni di salute (…) dell’età evolutiva con particolare attenzione per i soggetti deboli (handicaps e disabilità) e per quelli a rischio (svantaggiati sociali, vittime di maltrattamenti ed abusi, violenze, incurie, etc.”, anche con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei “soggetti in età evolutiva, quali risorse fondamentali per lo sviluppo della società abruzzese” (PSR 1999-2001, p. 2001);
c) offrire, attraverso il coordinamento organizzativo, consulenza e supporto clinico e di community care in materia di abuso, maltrattamento e disagio dei bambini, alle strutture pubbliche e private e agli operatori territoriali;
d) conoscere lo stato di salute ed i bisogni della popolazione minorile abruzzese e delle loro famiglie, in particolar modo nelle aree di rischio;
e) sperimentare nuove forme e modelli di intervento clinico-psicologico e riabilitativo per l’aiuto al bambino a disagio e per la sua famiglia, in particolare per le famiglie mono-parentali;
f) promuovere la conoscenza e sperimentare la ricerca clinica sulle forme e le tipologie di abuso (abuso sessuale, abuso fisico, abuso psicologico, maltrattamento e trascuratezza, violenza assistita, sindrome da scuotimento, sindrome fetalcolica, etc.) e sulle conseguenze sulla salute (funzionamenti post-traumatici connessi a disturbi alimentari, dipendenze, comportamenti anti-sociali e devianze, alterazioni della vita sessuale ed affettiva, danni neurologici e neuropsichiatrici, etc.).
2. OBIETTIVI, AZIONI E INDICATORI DI RISULTATO
Gli obiettivi da perseguire e i relativi indicatori di risultato del progetto pilota sono i seguenti:
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Obiettivi |
Indicatori |
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Monitorare i flussi di utenza per tipologia di prestazioni
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1. Numero di casi 2. Numero di assistiti (adulti e minori) 3. Numero di minori assistiti 4. Numero di famiglie assistite 5. Numero di famiglie assistite nello Spazio Neutro 6. Numero di casi in riabilitazione 7. Numero di casi in prevenzione 8. Numero di casi in protezione |
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Formulare diagnosi precoci e favorire un approccio riabilitativo globale multidisciplinare per bambini colpiti da maltrattamento e trascuratezza e/o da disagio grave e disabilità
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1. Percentuale di progetti riabilitativi globali attivati in favore dei minori assistiti 2. Percentuale di esiti positivi di progetti riabilitativi con raggiungimento di almeno un obiettivo
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Offrire un servizio tempestivo ed efficace di diagnosi e di terapia psicologica del bambino a rischio e/o maltrattato e della sua famiglia |
1. Percentuale di assistiti con diagnosi di abuso sessuale. 2. Percentuale degli interventi di terapia psicologica e di sostegno psicologico sul totale dei casi; 3. Percentuali di dimessi con esito positivo; 4. Percentuale di minori assisititi con famiglie monoparentali; 5. Numero dei casi trattati nell’ambito della ricerca clinica
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Favorire il collegamento organizzativo inter-istituzionale con gli enti e gli operatori territoriali che si occupano di disagio minorile (Tribunale per i minorenni, Servizio Sociale, Servizi Sanitari territoriali ed ospedalieri, medici e pediatri di base, pronto soccorso, Scuole, etc.)
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1. Numero delle consulenze specialistiche indirette (telefoniche, telematiche,ecc) 2. Percentuale di casi inviati da ciascuna istituzione/ente sul totale dei casi trattati nell’anno. |
3. ATTIVITA', SERVIZI E PRESTAZIONI DIAGNOSTICHE, RIABILITATIVE E TERAPEUTICHE
L’ente attuatore del progetto pilota è l’“Associazione Focolare Maria Regina onlus”, eretta ad ente morale con Decreto del Ministro dell’Interno del 5 maggio 1993. La sede operativa centrale del progetto è il Centro Riabilitativo Polivalente “Primavera” di Scerne di Pineto (Teramo), in possesso dei requisiti previsti dal D.P.R. 14 gennaio 1997, autorizzato per le prestazioni riabilitative con D.G.R n. 3977 del 07.11.1996, modificata dalla D.G.R. n. 292 del 01.03.2000 e per le prestazioni di carattere psicologico e psicoterapeutico e per quelle comunque ricomprese nell’attività di consulenza, diagnosi, valutazione e terapia nei casi di abuso con D.G.R. n. 1933 del 25.07.1997.
Gli interventi si individuano principalmente in:
1. valutazione e diagnosi delle situazioni familiari multiproblematiche e vulnerabili e/o ove vi sia sospetto di maltrattamento fisico, abuso sessuale, trascuratezza dei figli da parte dei genitori o sospetto di grave pregiudizio per il minore;
2. trattamenti di psicoterapia e sostegno psicologico all’autore di reato, alla famiglia e al minore a rischio nei casi ove tale intervento sia ritenuto possibile e/o in quelli in cui sia espressamente previsto in provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria;
3. valutazione, diagnosi, trattamenti di riabilitazione, anche con approccio riabilitativo globale multidisciplinare, sostegno psicologico e psicoterapeutico, per i minori a rischio e/o a disagio (anche per disabilità o patologie) e/o vittima di maltrattamento e trascuratezza, che presentino deficit psico-sensoriali e/o disarmonie nella sfera psico-affettiva e/o turbe comportamentali, così come descritti dall’art. 1, co. 1, della L.R. 29/91;
4. attività di prevenzione del disagio e del maltrattamento dei bambini attraverso un servizio multicanale di informazione, formazione, sensibilizzazione e consulenza aperto alle famiglie, agli operatori sanitari, scolastici, di giustizia, forze dell’ordine, agli enti pubblici e privati, alle comunità locali;
5. assistenza psicologica specialistica alle famiglie affidatarie e adottive per il tramite delle équipes territoriali;
6. consulenza ai servizi socio-assistenziali territoriali, alle strutture sanitarie, ai pronto soccorsi presso gli ospedali, alle forze dell’ordine, alla magistratura, alle scuole, per tutti i casi di certo o sospetto maltrattamento, abuso sessuale o grave trascuratezza nei confronti dei minori;
7. “spazio neutro” consistente in presa in carico durante gli incontri per le famiglie con forte conflittualità fra i genitori;
8. servizio di audizione protetta di minori, con l’assistenza del personale sanitario del progetto, a favore dei Tribunali abruzzesi.
Le prestazioni riabilitative, psicologiche e psicoterapeutiche possono essere erogate a regime ambulatoriale, extramurale, domiciliare, in forma individuale o di gruppo.
Gli interventi di riabilitazione vengono svolti secondo quanto previsto dal Documento di Linee-Guida per la Riabilitazione, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni in data 7 maggio 1998.
Le prestazioni erogate sono altresì individuate nel Regolamento Interno sulle Attività Sanitarie del Centro “Primavera” inviato, ai sensi della delib. G.R.A. n. 893 del 18.04.1997, alla Regione Abruzzo e all’AUSL di Teramo.
4. MODALITA' DI EROGAZIONE DEL SERVIZIO
Gli interventi sanitari specialistici vengono erogati a favore di
a) minori, adulti e/o famiglie, inviati dai Servizi socio-sanitari pubblici e privati, dai medici o pediatri di famiglia, dai medici convenzionati o di medicina specialistica, dai presidi e distretti sanitari territoriali, dalle Agenzie educative o di tutela e/o dal Tribunale per i minorenni, dalle Forze dell’ordine, previo accertamento diagnostico del Centro sulla rispondenza fra bisogni dell’utente e servizi erogati;
b) minori affidati dal Tribunale per i minorenni alle comunità “Madre Ester”, al “Nido del Focolare” , alla comunità “Focolare” e loro famiglie;
c) minori in stato di disagio psicologico o disabili ai fini della prevenzione del disagio e dell’abuso.
Gli interventi a carattere di prevenzione e consulenziali per i casi di disagio grave e abuso vengono erogati a favore delle strutture socio-assistenziali ed educative pubbliche e private territoriali.
5. STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE UMANE
Il progetto si avvale della collaborazione di diverse figure professionali, a seconda delle tipologie di intervento individuate.
Per l’ambito clinico-riabilitativo e terapeutico, il progetto è gestito da tre team, sotto la direzione sanitaria del Centro “Primavera”, distinti in
TEAM DI RIABILITAZIONE - formato secondo gli standards di personale di cui alla circolare del Ministero della Sanità n. 500.6/AG 1105/1171 del 07.06.1984;
TEAM DI PROTEZIONE -formato da figure professionali specialistiche per l’intervento clinico di tipo multifattoriale integrato per la diagnosi e la terapia nei casi di violenza ed abuso sessuale, quali psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale, pedagogista, ortopedico, ginecologo, pediatra, avvocato, medico-legale, neurologo e/o neuropsichiatra e figure specialistiche richieste, a seconda della specificità dei casi;
TEAM DI PREVENZIONE – formato da figure professionali per l’intervento clinico di valutazione, diagnosi e terapia per i casi di maltrattamento, trascuratezza, grave disagio, quali psicologo, pedagogista, psicoterapeuta, assistente sociale, educatore, ed altre figure specialistiche, a seconda delle dimensioni e della tipologia del danno alla salute che si è prodotto ed a seconda delle necessità del caso.
I team sono diretti dal responsabile generale di progetto e dal direttore medico del Centro “Primavera”, e coordinati da referenti interni a ciascun team. Il numero delle figure e l’organizzazione interna di ciascun team vengono definite, in base a principi di flessibilità, a seconda dei volumi di attività per ogni tipologia di prestazioni, delle richieste dell’utenza, delle liste di attesa.
I team possono altresì avvalersi di figure di consulenza e supervisione dell’attività, di ricercatori e di formatori, anche per lo svolgimento delle attività di ricerca, formazione ed aggiornamento di cui al successivo punto 6.
Per l’ambito amministrativo, il progetto è affidato ad un responsabile generale, alla consulenza e supervisione specialistica di un project manager esperto, assistiti da un Settore Tecnico-Amministrativo e da un Nucleo della Qualità per l’aggiornamento del Manuale di qualità del progetto, il monitoraggio degli indicatori e la valutazione di raggiungimento degli obiettivi.
Tutti gli operatori sono dotati di titolo professionale abilitante alla professione esercitata, laddove previsti, secondo le normative vigenti in materia.
Il progetto deve altresì garantire, anche tramite apposite convenzioni, il continuo aggiornamento delle procedure relative alla certificazione di qualità di cui è in possesso, della relativa carta dei servizi, degli strumenti di tutela della privacy degli utenti.
6. RICERCA, FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO
La formazione e l’aggiornamento del personale consistono in incontri seminariali specialistici per le figure di progetto e per ciascun team e prevedono stage e scambi di conoscenze ed esperienze con altri centri clinici di livello nazionale.
I team conducono anche attività di ricerca sanitaria specialistica ed epidemiologica sulle diverse tipologie di abuso e sulle conseguenze che ne derivano alla salute, nonché sulle nuove tecniche di cura.
Sono previsti incontri di sensibilizzazione e di informazione con servizi sociali, servizi sanitari e scuole, enti che collaborano alla rete di cui al presente progetto, comunità, volontari, per una migliore sorveglianza, rilevazione e segnalazione degli abusi e dei casi di grave disagio, per la conoscenza delle diverse tipologie di abuso e delle loro conseguenze sulla salute e per una pronta prevenzione primaria, secondaria e terziaria.




